Sistema di cisterne a campana, San Giorgio al Paradiso, Sassi di Matera
San Giorgio al Paradiso

Le Cisterne

Sei cisterne a campana, canali scavati nella roccia e l'ingegno millenario della raccolta delle acque

Il sistema idrico

Sei cisterne a campana

Il sistema in cui vi trovate è composto da sei cisterne per la raccolta dell'acqua piovana, le tipiche cisterne a campana scavate nella roccia calcarea. A partire da un piccolo imbocco, ciascuna si allarga progressivamente verso il fondo fino ad assumere la forma caratteristica.

Le pareti sono ricoperte di cocciopesto — una miscela di frammenti fittili (di tegole e anfore), impastati con calce e battuti — che serviva a rendere l'interno della cisterna impermeabile. Le cisterne sono poste ad altezze differenti e hanno volumi diversi, funzionando come un sistema comunicante.

Foto: cisterna a campana
Interno di una cisterna a campana
I numeri

L'ingegno costruttivo in cifre

6
Cisterne a campana
36.000
Litri per cisterna
216.000
Litri totali stimati
Foto: sistema di cisterne
Canali scavati
Cocciopesto
Il funzionamento

Canali di troppopieno e filtrazione naturale

Quando il livello dell'acqua superava la capacità massima di una cisterna, l'eccedenza veniva recuperata da altre cisterne vicine tramite canali di troppopieno. Tali canali non sono oggi più visibili nelle cisterne degli ipogei di San Giorgio perché furono utilizzati come "guida" per creare i corridoi di collegamento grazie ai quali sono oggi visitabili.

Il fondo concavo di ogni cisterna — in virtù del quale assumeva la tipica forma a campana — lasciava depositare il sedimento normalmente presente nell'acqua piovana. L'acqua che raggiungeva la cisterna successiva era quindi più pulita: un sistema di filtrazione per decantazione ingegnosamente semplice.

Il volume medio dell'acqua raccolta in ciascuna cisterna era pari a circa 36 metri cubi — 36.000 litri d'acqua per ogni campana scavata nella roccia.
Acqua e territorio

Prima dell'abitare, il coltivare

Questo sistema di più cisterne collegate tra loro, al fine di raccogliere maggiori volumi d'acqua, non è affatto un episodio isolato: al contrario, vi è un numero elevatissimo di cisterne anche in sistema all'interno dei Rioni Sassi. La loro diffusione dimostra che l'uso produttivo dell'acqua è largamente antecedente quello abitativo.

Le cisterne, in numero di gran lunga superiore alle grotte abitate e alla necessità di acqua da bere, sono testimonianza di un'organizzazione degli spazi a giardini agricoli, con terrazzi intagliati nella pietra. Successivamente l'estensione dell'uso abitativo ha sottratto spazio all'agricoltura.

Molte delle stesse cavità delle cisterne hanno subito trasformazioni per essere riconvertite ad altri usi, come è accaduto all'ultima delle cisterne che fanno parte del sistema di raccolta delle acque del complesso di San Giorgio, trasformata in un secondo momento in una sorta di dispensa per la conservazione di alimenti.

Forma a campana Da un piccolo imbocco la cisterna si allarga progressivamente verso il fondo, favorendo la decantazione naturale dei sedimenti.
Cocciopesto Miscela di frammenti fittili — tegole e anfore — impastati con calce e battuti per rendere impermeabili le pareti della cisterna.
Troppopieno Canali di collegamento tra cisterne a livelli differenti che consentivano il recupero dell'acqua in eccesso e la filtrazione progressiva.